La trasparenza spaventa la maggioranza: la "Carta di Pisa"

News letter di Cinisello Balsamo 5 Stelle
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Cinisello Balsamo, 16/04/2014

LA TRASPARENZA SPAVENTA LA MAGGIORANZA...


La maggioranza di sinistra non si è presentata in Consiglio Comunale il 15/4/14 per “paura” di discutere l'Ordine del Giorno presentato dal Movimento 5 Stelle sulla Carta di Pisa: un codice che regolamenta la trasparenza, il conflitto di interessi, il finanziamento dell'attività pubblica, le nomine in enti e società pubbliche, i rapporti con l'autorità giudiziaria, con i mezzi di comunicazione e i cittadini. Questo codice etico rivolto agli amministratori locali, citato anche nel programma elettorale della maggioranza di governo, ad oggi non è stato ancora adottato dal comune di Cinisello Balsamo nonostante i numerosi inviti della minoranza.

Quale sarebbe l'impatto dell'adozione della Carta di Pisa da parte del nostro comune?


Se adottata, così come precisato dall'art. 7 della Carta, i consiglieri comunali sarebbero costretti a rendere pubblica la condizione di conflitto di interessi, anche qualora non vi sia un obbligo giuridico in tal senso, astenendosi da qualsiasi deliberazione, votazione o altro atto nel procedimento di formazione della decisione.

In cosa consiste precisamente la "Carta di Pisa"?

La Carta di Pisa è un codice etico, destinato agli amministratori pubblici, contenente specifiche regole di condotta e di comportamento finalizzate a rafforzare la trasparenza e la legalità nella pubblica amministrazione.
Questo codice etico - che può essere sottoscritto volontariamente dagli eletti locali (Presidente regionale e provinciale, Sindaco, Assessori ecc.) - mette nero su bianco alcune fondamentali regole di comportamento e specifici obblighi di diligenza, onestà, trasparenza, correttezza e imparzialità che qualificano l'esercizio delle funzioni di pubblica responsabilità da parte degli amministratori.
La Carta di Pisa, dunque, si configura come un importante strumento in grado di fornire precise indicazioni su una serie di questioni rilevanti quali la trasparenza di redditi, patrimoni e finanziamenti politici, la totale pubblicità e pubblicazione degli Atti, il conflitto di interessi, il divieto di accettare regali e di cumulare cariche, i criteri di nomina in enti e società pubbliche e i rapporti con l'autorità giudiziaria.

In questo articolo vorremmo in particolar modo soffermarci sul punto n. 7 della sopracitata Carta di Pisa, relativo al "Conflitto di interessi", che così recita:
"Sono considerate situazioni di conflitto di interessi le seguenti:
a. la sussistenza di interessi personali dell'amministratore che interferiscono con l'oggetto di decisioni cui egli partecipa e dalle quali potrebbe ricavare uno specifico vantaggio diretto o indiretto;
b. la sussistenza di preesistenti rapporti di affari o di lavoro con persone od organizzazioni specificamente interessate all'oggetto delle decisioni cui l'amministratore partecipa, anche nei casi in cui detti rapporti non configurano situazioni che danno luogo a incompatibilità previste dalla legge o da altre norme;
c. la sussistenza di rapporti di coniugio, parentela o affinità entro il quarto grado, ovvero di convivenza o di frequentazione assimilabili, di fatto, ai rapporti di coniugio, parentela o affinità, con persone operanti in organizzazioni specificamente interessate all'oggetto delle decisioni cui l'amministratore partecipa, anche nei casi in cui detti rapporti non configurano situazioni che danno luogo a incompatibilità previste dalla legge o da altre norme.
d. l'appartenenza a categorie, associazioni o gruppi, in virtù della quale l'amministratore acquisisca un vantaggio personale da decisioni cui egli partecipa, anche nei casi in cui detta appartenenza non generi le incompatibilità previste dalla legge o da altre norme.
In caso si realizzino situazioni di conflitto di interessi, anche qualora non vi sia un obbligo giuridico in tal senso, l'amministratore deve rendere pubblica tale condizione e astenersi da qualsiasi deliberazione, votazione o altro atto nel procedimento di formazione della decisione.".

E' quindi un codice di regolamentazione e di comportamento dedicato, nel nostro caso cittadino, agli amministratori, intesi nel senso più ampio della parola e, quindi, comprensivi delle figure nominate, del consiglio comunale e degli operatori del comune.
Interessanti sono, secondo noi, alcune considerazioni e analisi riguardanti la nostra città: un punto fondamentale è legato al conflitto di interessi, lo stesso problema che attanaglia le alte sfere nazionali e che, come nella nostra città, viene sempre "rimandato a data da destinarsi".
La Carta di Pisa sancisce le forme e le modalità di carattere generale riguardanti i vari conflitti ma, cosa molto importante e fondamentale, mette sullo stesso livello unioni di fatto ed unioni tradizionali.
In pratica, la Carta di Pisa mette in chiaro che tipo di legami possono creare conflitti di interessi.
Il MoVimento 5 Stelle di Cinisello Balsamo ha presentato un ordine del giorno in Consiglio Comunale per discutere e richiedere l'adozione di questo codice di comportamento per la nostra città, per ottenere maggiore coscienza, più chiarezza amministrativa e per compiere un passo significativo verso la trasparenza.


Il Movimento 5 Stelle si chiede quanto ancora Cinisello Balsamo dovrà aspettare affinché questi principi etici vengano adottati.

 

 

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